Balcani 2007                             SlideFoto1   SlideFoto2 SlideFoto3

                                                                                             

28.06.07

Finalmente si parte verso la Slovenia e Croazia… imbocchiamo l’autostrada MI.Ve diretti verso Tarvisio e il confine Sloveno.

Facciamo il passo di Predil pensando di scendere a Kraniska Gora, ma in cima brutta sorpresa: il passo è chiuso per lavori di asfaltatura…no comment.

 Dobbiamo per forza cambiare percorso e tornare in Italia. E’ tardi però e decidiamo di passare la notte a Bovec, in una pensione di fortuna, è troppo cara ma siamo stanchi e dobbiamo fermarci.

 

29.6.07 km 200

IL contrattempo di ieri ci fa tornare a Tarvisio, dirottandoci verso i laghi di Fusine, molto pittoreschi e che altrimenti avremmo perso!

Rientriamo in Slovenia e saliamo sulla strada del monte Triglav, bella strada suggestiva ma che finisce in un parcheggio a pagamento per dover poi proseguire a piedi. Torniamo a valle. Da Mojstrana una bellissima strada sterrata attraverso boschi di conifere ci porta verso Bled, questo tratto è davvero bello, verrebbe voglia di tornarci in bicicletta. Il lago di Bled è affascinante, proseguiamo per il non meno bello lago di Bohjny, troviamo alloggio nei pressi di Srednja Vas, dove ceniamo anche, al ristorante Rupa, che ci avevano segnalato due ragazzi in moto a Fusine, ottima cena e ottimo prezzo!

 

30.06.07  km 297

Partenza e , via Bohnya Bistrica, andiamo verso Skofia Loca su una bellissima strada bianca, in mezzo a boschi da favola, sono posti veramente belli. Alla periferia di Lubiana arriviamo a Gorenya Vas, poi per la strada di Krka Park, via Crno Melj arriviamo alla dogana croata. Lasciamo la Slovenia con gli occhi pieni di bellezze incantevoli e con la voglia di tornarci in mountain bike per gustare ancora meglio i paesaggi scorrere più lentamente. Si continua per Vinica Stubica, Ugolin e prima di arrivare a Plitvicka Park ci fermiamo in un alloggio a Sertic Poljana; resteremo per due notti per poter visitare con calma i famosi laghi di Plitvicke.

 

01.07.07

Saliamo in sella e ci avviamo verso Plitvicke, entriamo nel parco, 110 Kune a testa, e scegliamo il percorso “H” che dura circa sei ore. Un trenino ci porta all’inizio del percorso pedonale tracciato e quindi iniziamo a camminare in una delle bellezze della natura del mondo. Personalmente la colloco al secondo posto dopo il Gran Canyon negli USA. Pranziamo nel parco con un polletto alla griglia e finita la visita, dopo aver fatto 1000 fotografie torniamo a casa soddisfatti.

 

02.07.07 km 264

Prijboj-Petrovo Selo, ingresso in Bosnia verso Bihac fino a Bozanski Petrovac. Un po’ di emozione ci prende entrando in un Paese che è stato fino a non molto tempo fa teatro di guerra, ma oggi per fortuna in pace. L’ambiente è ricco di verde, boschi e altopiani. Andiamo verso Bosansko Grahovo e la dogana Croata. Direzione Knin e poi Sinj. Percorriamo una strada panoramica del lago Perucko Jezero e ci fermiamo per la notte vicino a Sinj.

 

03.07.07 km 285

Ancora verso la Bosnia-Herzegovina abbreviato con la sigla BiH, costeggiamo il lago Busko verso Tomislav Grad poi Kupres,Bgojna, Jablanica con arrivo a Mostar. Pranziamo in montagna in una baita in legno lungo la strada attirati dallo spiedo attivo sul posto, pranzo a base di carne di pecora e insalata di crauti. Molto originale. Il percorso è cosparso di boschi, laghi e vaste pianure, poi giù verso il caldo di Mostar. Attraversiamo la Neretva e improvvisamente ci appare alla nostra destra il PONTE, lo Stari Most che fu disgraziatamente abbattuto durante la guerra, scena trasmessa da tutti i tg del mondo. Troviamo velocemente un motel per la notte e dopo esserci sistemati e docciati ci tuffiamo subito nella magia di Mostar che già la veloce visione dello Stari Most ci aveva comunicato. Se non vado errato il ponte è stato ricostruito con le stesse pietre ripescate dal fiume sottostante. Le stradine, il bazar, le moschee e una cena romantica in un ristorante “complice” a ridosso del ponte con il richiamo del Muezzin che risuona nell’aria, ci fa sembrare di vivere un sogno da mille e una notte o se vogliamo di mezza estate.

Intorno al ponte ci sono una moltitudine di locali, pieni di giovani e non, ci sentiamo bene, Mostar ci ha colpito ed emozionato. (non sappiamo ancora quanto…)

 

 

04.07.07 km 162

Si riparte e dopo nemmeno un km un “residuato”bellico ci squarcia la gomma posteriore….      

In precedenza mi ero preoccupato del fatto che da queste parti ci fosse un gommista ogni 50 mt… Infatti la mia paura si è realizzata questa mattina e cosi spingiamo la moto per una cinquantina di metri verso il primo gommista (vulkanizer) che si presta per aiutarci. I gommisti da queste parti sono molto diciamo “ pittoreschi” sembrano usciti da un film del nostro dopoguerra, sono posti di fortuna, il nostro era  in una pesa pubblica e grande come una fermata di autobus.

 Naturalmente non aveva gomme per le moto, era difficile uscirne. In un primo tempo ci fa una riparazione di fortuna, sostituisce la camera d’aria con una da mountain bike  e il copertone rimane squarciato…ci dice di andare non sa dove a cercare una gomma nuova, e di procedere a non più di 50 all’ora….

La soluzione non è adeguata, non ci fidiamo a muoverci carichi come siamo!

Infine dopo 1000 tentativi lo convinciamo ad andare in auto da un rivenditore in mezzo alle montagne(non si sa perché) a comperarne una.

Andiamo tutti insieme e finalmente troviamo la gomma.

Torniamo e mentre Semel ci cambia il copertone noi pranziamo con dei panini trovati in un negozio vicino.

Infine ci lavano anche la moto che ritorna a splendere, il tutto per soli 30 euri! Ai quali ne aggiungiamo 10 per ringraziare.

Arriviamo a Nevesinje, ma è scritto in cirillico! Piccolo problema, poi Gacko… ci facciamo una traduzione veloce sul road book delle lettere cirilliche in quelle latine facendo la comparazione altrimenti avendo la cartina in caratteri latini non riusciamo a capire le indicazioni stradali.

Incontriamo montagne alte, brulle e vento forte.

Andiamo verso Foca attraversando un parco naturale molto verde con dei bei laghetti.

L’unico hotel è a Foca, 30 euro per riposare e ripulirsi inclusa la prima colazione.

La sera ceniamo con una “pizza”impossibile e un gelato più probabile. Infine ci concediamo 2 birre in un bar decente con musica. Foca è una cittadina molto vivace di sera, frotte di giovani per le strade.

Di notte una pioggia torrenziale “spegne” la musica di una discoteca all’aperto sotto la nostra camera.

 

05.07.07 km 239

Dopo la pioggia notturna la temperatura si è abbassata. Ci dirigiamo verso il Montenegro, a Scepav Polje dogana semi severa con permesso di entrata. La strada 18 percorre un lungolago pieno di grotte e gallerie in uno scenario bellissimo e solitario, davvero un percorso ciclabile ( Pivko Jezero). Si corre poi in alture boscose, brulle, ventose con altipiani verdi e silenziosi, forse tocchiamo i 1500 mt. Ci fermiamo a Mojkovac all’hotel Palas. La segnaletica è spesso bialfabetica. Ci sono problemi a trovare cibo decente per la cena.

 

06.07.07 km 188

Alla partenza l’aria è gradevolmente frizzante, scendiamo allegramente verso Podgorica  lungo valli di canyon mozzafiato. Questa notte abbiamo pensato di sconfinare in Albania, siamo molto vicini. I dubbi che ci siamo posti sono i dubbi di tutti, ma il pensiero di vedere quel mondo ancora sconosciuto è forte e ci sembra fattibile, a portata di mano, e forse avvicinandoci pian piano, giorno per giorno, ci fa sembrare la cosa più reale. Non sappiamo se i nostri documenti siano sufficienti, ma al limite non perdiamo nulla a provarci. Decidiamo quindi di andare verso l’Albania armati di fiducia e curiosità. Passiamo Podgorica in un disordine mediorientale, che prelude quello che troveremo. Manca poco, dopo Tuzi arriviamo eccitati alla dogana che immaginiamo come una forca caudina in memoria del passaggio in Ukraina lo scorso anno…Invece ci accolgono poliziotti disponibili    e oserei dire simpatici. Parlano italiano e ci infondono fiducia su quello che vedremo o capiterà; oltretutto hanno accettato le semplici carte di identità

( avevamo anche i passaporti in ogni caso).

Le formalità erano solo un permesso di transito compilato in dogana in due minuti, la carta verde,la nostra non valeva, e 10 euro a testa di tassa di entrata e poi via per questo mondo da scoprire.

Un cartello scolorito e un po’ ruggine ci annuncia che siamo entrati nel paese delle aquile!

Proseguiamo per la strada sconnessa in un ambiente da dopoguerra, siamo eccitati, noi con la nostra moto stiamo percorrendo quella idea Albania che in passato avevamo già considerato.

L’impressione è che è tutto un “casino” ma molto vero, la gente, le case, i colori, la polvere, i bazar… c’è una vivacità interessante. Ci guardano come se fossimo marziani e a noi sembra di essere sulla luna.

E’ vero, l’ambiente è fortemente degradato ma ad un tratto, con molta sorpresa vediamo un bar bellissimo, è ora di pranzo e vorremmo mangiare.

Ci fermiamo in questo sorprendente bar, un ambiente da mille e una notte, un oasi nel deserto, curatissimo nei particolari…purtroppo non hanno cucina, ma malgrado ciò non possiamo non gustarci questo locale è prendiamo due coke tanto per gradire.

Ci sono il proprietario con i suoi due simpatici bambini, ci dice che ha aperto il bar da soli 3 giorni e ci vuole offrire da bere…lasciamo però la mancia ai ragazzini e salutiamo facendo molti complimenti per il locale.

Che fame però!

Proseguiamo cercando un posto per il pranzo; dopo poco un ristorante, bello e pulito, con aria condizionata, fa al caso nostro, non ci aspettavamo di trovare posti simili.

Vorremmo mangiare qualcosa di tipico ma il proprietario ci dice che hanno solo bistecca e patatine…Che banale ma abbiamo fame. Arrivano i piatti e che sorpresa! Altro che bistecca, le bistecche erano più numerose delle patatine con guarnizione di verdure, zazichi e feta…

Prelibato pranzetto con un conto di soli 13,50 euro…Lasciamo qualcosa di più. IL proprietario, Adriano, ci racconta di aver lavorato in Italia a Firenze per nove anni, è simpatico e disponibile. Chiediamo un consiglio su una spiaggia vicina e ci raccomanda Velipoje.    Ci congediamo e andiamo verso Skoder. La città è di una vivacità incredibile, l’ambiente è da paese nordafricano. Ci fermiamo a chiedere indicazioni a dei poliziotti, durante ciò un terzo poliziotto sopraggiunto con la propria auto si avvicina ed in inglese ci dice che ci avrebbe accompagnato lui dovendo fare la stessa strada…

Accettiamo e lo seguiamo…che tipo! Era una specie di Alberto Sordi che sprizzava simpatia.

Arriviamo al suo posto di lavoro lungo la strada, dove lo aspettava il suo capo e ci congediamo ringraziando per lo strappo…Il suo capo ci guarda e ci saluta.

Continuiamo per Velipoje, la polvere per la strada è padrona, sembra di essere a Kabul.

Per 15 euro troviamo alloggio in un albergo non lontano dalla spiaggia.

Lo standard è albanese, la doccia è in bagno ma senza piatto, solo un buco nel pavimento, ma è sufficiente.

Dopo esserci ripuliti usciamo nella polvere per dare uno sguardo a quel mondo.

Arriviamo alla spiaggia, è un brulichio umano, un bellissimo disordine talmente fitto che riesce a nascondere il mare che pure è a pochi metri.

Ci sono ombrelloni e lettini disposti sulla spiaggia in modo ordinato ma seppure nel loro ordine, non riescono a rendere la spiaggia “geometrica” al pari di quelle famose della Romagna…

Arriviamo al mare vestiti come i turisti del primo giorno, non si riesce a camminare, la battigia è molto inclinata e ritorniamo ai margini della spiaggia.

Ci fermiamo in un bar all’aperto e ci beviamo una coca osservando quel mondo che ci circonda.

Ci sentiamo all’interno di una società così lontana dalla nostra, non è assolutamente un disagio ma forse qualche cosa che somiglia un dejà vu 50 anni fa, dalle nostre parti.

Le auto percorrono il margine della spiaggia avanti e indietro, spesso si insabbiano, ma i passanti si fanno intorno e aiutano chiunque ad uscirne, e così tutto il giorno sollevando nuvole di polvere, in una atmosfera modulata da musiche orientali che arrivano dai bar sulla spiaggia.

Torniamo in albergo per ripulirci e cambiarci, preparandoci ad una serata albanese.

Quando usciamo la polvere ci accoglie ancora a braccia aperte, non ne dubitavamo… è così, malgrado gli sforzi dei volenterosi che passano le giornate con la canna dell’acqua in mano a bagnare le strade, nel tentativo di ridurre la polvere…Chissà quando piove che pantano!

Comunque ci buttiamo nello struscio locale e andiamo verso il centro della vita serale, è ancora chiaro e così ci guardiamo intorno… E’ tutto un bazar, frutta, verdura, bottiglie di ogni genere, giocattoli, vestiti, e con sorpresa una bancarella che vende carne appesa ai ganci semplicemente all’aperto, con intorno una girandola di mosche felici…

In un punto, un intrico di fili con alla fine dei telefoni utilizzati dalla gente come cabine telefoniche volanti…

Sembra di essere sul set di un film di Fellini.

La polvere ci spinge a scegliere un ristorante al chiuso ma con aria condizionata; si sta bene, una robusta signora con un viso simpatico si sforza di capire quello che chiediamo e siccome non avevamo moneta locale, contrattiamo un po’ il prezzo di due pizze e due birre, che ci vengono servite per 10 euro.

La pizza era buona, anche la birra e i gestori simpatici, quindi ci gustiamo questi minuti di tranquillità.

Fuori è un brulichio di vita, al centro dell’incrocio un poliziotto regola il traffico dei passanti, auto e motorini.

Qui nel locale stiamo comodi e freschi ma la movida fuori ci chiama e così ci buttiamo nella kermesse.

A ridosso della spiaggia un grande spazio dove intorno ci sono giostrine, bar all’aperto, un ambulatorio medico e l’immancabile offerta di merci di ogni genere e musiche orientali che ti cullano, facendoti sentire al sicuro.

Ora è buio e la polvere non si vede…Camminiamo guardando quello che ci circonda e infine decidiamo di sederci ai tavoli di un bar all’aperto, dove si alternano cantanti locali con le loro accattivanti melodie ripetitive…

Due boccali di birra “Tirana” ci aiutano a ripulire la gola dalla polvere.

Questa è la nostra serata albanese, sorpresi di questo disordine felice torniamo in albergo per la notte.

Dal balcone ci sorprende un gracidare di rane che dalla potenza della voce immaginiamo siano grandi come leoni, cerchiamo di registrarne il gracidio con la fotocamera ma ogni volta che ci proviamo smettono…Buonanotte.

 

07.07.07 km 216

Partenza con il sole già caldo.

Torniamo verso il Montenegro, ma prima vogliamo vedere ancora un po’ di questo Paese, andiamo a cercare le aquile nelle alpi shqipetare.

Arriviamo a Koplik e poi verso i monti, Rezem, Boge.

Percorriamo strade che fiancheggiano pendii a volte pelati, a volte boscosi, alcune stradine sono impraticabili anche per la nostra moto che, pur essendo un enduro, è carica di borse che non aiutano e così rinunciamo a certi percorsi; ci sono improbabili benzinai, con la benzina in bottiglie dell’acqua minerale, forse perché manca spesso la corrente?…

Fa molto caldo, sembra di essere nella Death Valley.

Una strada continua a salire e ci fa arrivare a un pianoro in altura, dove l’aria è piacevolmente fresca.

All’ombra di un grande albero consumiamo il pranzo al sacco, osservando l’ambiente circostante; sembra un presepe d’altri tempi, mucche vaganti, cani, gatti, una donna che riempie taniche d’acqua prelevandola con un secchio dal pozzo…

Riscendiamo a valle facendo attenzione alle bolle dell’asfalto che il sole faceva sciogliere.

IL lago di Scutari è sullo sfondo, imbocchiamo una stradina che sembrava dirigersi verso lo specchio d’acqua.

Un ragazzo ci conferma in inglese che la direzione è giusta.

Arriviamo al lago, la riva è paludosa, disseminata di canne.

Un uomo e una donna arrivano con una barca dalla chiglia piatta. Parlano italiano e ci soffermiamo con loro alcuni minuti.

Nel tornare indietro un muratore di un cantiere adiacente ci saluta e ci fa capire che vuole parlarci, è gentile, dice di aver lavorato in Italia e parla bene la nostra lingua.

Ci vuole rassicurare e tranquillizzare che siamo al sicuro, che nessuno si permetterà di disturbarci o altro di peggio..   

Ci invita a mangiare un melone, si capisce che è contento della nostra presenza, che turisti italiani abbiano il coraggio di visitare il suo Paese… Capiamo quello che pensa.

Dobbiamo dire che le persone incontrate e con le quali in qualche modo abbiamo avuto contatto, ci sono sembrate gentili, buone, semplici.

 Anche i poliziotti non erano per niente minacciosi, spesso ci salutavano… Salutiamo a nostra volta l’Albania pensando di volerci tornare per una visita più approfondita.

 

08.07.2007 km 142

Riprendiamo la scorribanda balcanica, questa volta sulla costa adriatica. Vista stupenda su Sveti Stefan, quindi arriviamo alle bocche di Cattaro, dove ci fermiamo per una nuotata e per il pranzo. La natura e il paesaggio sono stupendi. La prima parte della strada è stretta, molto bella e ciclabile. Arriviamo in Croazia e ci fermiamo a Plat, in una camera fresca con terrazzino sul mare. Decidiamo di fermarci due notti per vedere con calma Dubrovnik. La sera ceniamo su un belvedere sul mare.

 

09.07.07 km 188

Stamattina la dedichiamo alla visita della famosa Dubrovnik, sotto un sole cocente.  Troviamo sia una tipica città fortificata marina, bella e caratteristica ma come ovunque nel mondo assaltata dai turisti che sciamano fra le sue bellezze e le paccottaglie in mostra. Facciamo spesa alla Lidl e pranziamo sul terrazzino della nostra camera. Dopo una breve riposo  si va verso la Bosnia, qui vicino, fino a Trebinje e un lago poco distante; non si riesce a farne il giro malgrado sulla carta ci fosse una strada, un poliziotto lungo la stessa ci dice che è impraticabile per via del confine con il Montenegro, ci consiglia quindi di  farci una birra… Cena su terrazzino con grilli, stelle mare e vino bianco.

 

10.07.07 km 333

Tappa di trasferimento, percorriamo la magistrale adriatica verso nord. Una stranezza del territorio, si lascia la Croazia per entrare in Bosnia e poi riprende dopo pochissimo ancora la Croazia. Anche la Bosnia così ha il suo sbocco al mare… Questo tratto è ormai straturistico tipo la costa romagnola; ci sono piccole e belle spiagge sulla riviera di Makarska. Dopo Trogir, preferiamo percorrere una strada interna per sfuggire al traffico della costa. Arriviamo e Sibenik e proseguiamo fino a Pirovac.

Troviamo un appartamentino per 30 euro. Facciamo un giro per il paese piccolo e gradevole, un po’ di spesa e rientriamo per la cena consumata gradevolmente sul balcone.

 

11.07.07 km 367

Stamani partenza ritardata di circa un ora per un violento temporale. Percorriamo l’adriatica verso Zadar che però saltiamo per dirigerci sull’isola di Pag, collegata alla terraferma da un ardito ponte. Il paesaggio è spettacolare, ventoso, per alcuni tratti lunare…Pranziamo in un piccolo golfo dall’aria di posto estremo…ci compriamo un pezzo di formaggio Paski sir, prodotto locale. Con un piccolo traghetto    ci riportiamo sulla terraferma in un punto più a nord continuando a percorrere l’adriatica, che ci regala una vista spettacolare sulle isole del Quarnaro. Decidiamo di puntare direttamente verso Rovigno dove, dove un piccolo smarrimento a Fiume arriviamo verso le 19.00, in tempo però per trovare un ottimo e moderno appartamento, dove ci fermiamo 3 notte per 100 euro Stanchi ma soddisfatti ceniamo e buonanotte.

P.s. IL temporale del mattino ha rinfrescato magnificamente l’aria e ha subito lasciato posto al sole per una meravigliosa giornata.

 

12.07.07 km 42 La giornata di oggi è dedicata a Rovigno e ai nostri ricordi…Rovigno è stata  in passato una nostra meta estiva dove abbiamo trascorso diverse vacanze con i bambini. Stamani percorriamo a piedi il perimetro esterno, la città è sostanzialmente la stessa ma più vivace e moderna. Scopriamo che i nostri capisaldi sono la loro posto: il ristorante da “ Sidro” dove ci fermiamo a chiaccherare con il proprietario, ricordando i vecchi tempi; anche lo “Stari Grad” è ancora là…e pure la piazza Maresciallo Tito con la Riva Pino Budicin, all’appello mancano la pizzeria “Lo scarafone” e Toni Modrusciani, che anziani del paese riferiscono essere scomparso alcuni anni fa. Pranziamo al ristorante Belvedere e poi ci gustiamo una passeggiata sul lungomare che si inoltra nella pineta, verso punta Corrente, passando dall’indimenticato hotel Eden… Rientriamo a casa per un riposino e ci prepariamo per uscire la sera. Ceniamo da “Sidro”, ottimo come in passato, godendoci il tramonto e lo struscio sulla riva.

 

13.07.07 km 237

Girovaghiamo su e giù per l’Istria, Barbariga, Peroj, Fasana, alla ricerca di percorsi perduti… non si trovano più! Dopo una sosta caffè a Fasana, si va per Gallesana, Sveti Vincenti con la bellissima piazza, Canfanaro, Modrusciani, dove la Krcma di Egidio è ora una casa privata; poi Pisino, una breve visita a Beram con la “danza macabra”. Pranziamo in una baita al limitare di un bosco con Cevapcici e capuzi. Passiamo Montona, arrivati a Pinguente deviamo per Pròdani e ci fermiamo a Draguccio… il paese dei mici! Ce ne sono molti e bellissimi lungo la strada principale del paese, alla ricerca di pappa che chiedono con insistenti miagolii…Vengono da noi fotografati in tutti i modi. A parte la sfilata felina, il Paese è silenziosamente abitato da sole 16 persone, è molto suggestivo e per non disturbare questa calma affascinante lasciamo la moto prima di entrarvi. Sulla strada ci intratteniamo con  una donna seduta ad una sedia, parte dei mici sono suoi. Questo luogo ci infonde una calma e una pace dimenticati. In fondo alla strada principale si apre una piazzetta dal sapore di altri tempi, ci sediamo nell’unico bar per un caffè e per assaporare meglio questo luogo così particolare. Il proprietario parla istroveneto e ci intrattiene volentieri.

 

14.07.07 km 503

Ultimo giorno di questa cavalcata balcanica, ci avviamo a lasciare l’Istria e questa vacanza puntando verso casa. Malgrado abbiano costruito una superstrada  preferiamo percorrere la vecchia strada dell’Istria verso Trieste riscoprendo piacevolmente questo vecchio tratto ora non più tormentato dal traffico. Lasciamo l’Istria e percorriamo l’autostrada che ci riporta alla realtà avendo percorso in tutto 4.262 km in sella alla nostra Transalp. Ciao.

 

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