Avventura lungo il Po, da Piano
del Re a Porto Tolle
Domenica
31 agosto 2008 Partenza ore 10.30 / Prima tappa
Piano
del Re, sorgente del fiume Po/ Vigone
km 70 Slide
Foto Piemonte
Siamo
partiti all’alba per raggiungere Piano del Re in auto.
Alle
10.30 siamo pronti per affrontare la discesa con giubbotti pesanti e guanti da
moto.
Fa freddo
e c è una fitta nebbia.
Dopo
alcune foto di rito scendiamo la ripida discesa.
Francesco,
che ci ha accompagnato, ci precede in auto.
Ci
ritroviamo nei pressi di Paesana per salutarci e per lasciargli l’abbigliamento
pesante che non ci servirà più.
Il nostro
equipaggiamento consiste in due borse posteriori laterali della Ortlieb e una
borsa anteriore da manubrio più una piccola borsa termica per i viveri che
acquisteremo lungo la strada.
Proseguiamo
cercando il più possibile la vicinanza con il fiume che qui è ancora un
ruscello impetuoso. Ci fermiamo a Revello dove troviamo un angolo con delle
panchine e tavolini di legno per consumare il nostro primo pranzo di strada.
Comincia
a fare caldo e ci togliamo ancora qualche indumento.
Da
Revello a San Firmino c è una strada ciclabile molto bella e tranquilla,
seguiamo le indicazioni verso l’abbazia e proseguiamo in un paesaggio bucolico
e piacevole.
Passato
l’abitato di San Firmino troviamo casualmente una pista sterrata che corre
vicino al Po, è un po’ rude e sconnessa ma segue il fiume e ci tiene lontani
dal traffico.
La pista
ci conduce direttamente al centro di Cardè, graziosissimo paese con un centro
storico molto bello e curato. Da qui proseguiamo verso Villafranca, dove
avevamo pensato di fate tappa ma purtroppo non troviamo alcuna possibilità di
alloggio.
Dei
ragazzi in moto ci indicano un albergo a Vigone così proseguiamo sperando di
trovarlo.
Siamo un
po’ stanchi e vorremmo riposare e fare una doccia.
Le
indicazioni erano giuste, a Vigone un bell albergo a 3 stelle, con lo stesso
nome, ci aspetta per ristorarci. Il
personale è gentile e disponibile. www.vigone.com
Via Montagna,3 Vigone Tel.0119802527.
Dopo
esserci ricreati usciamo per la cena nell’ ottimo ristorante
“ Del
Moro” a 2 passi dall’albergo.
Ottima
cena e prezzo.
Lunedi
1 settembre 2008 partenza ore 9.15 / seconda tappa
Vigone/Torino
Km 39.52
Questa
mattina rovesci temporaleschi, risoltisi per fortuna in tempo prima di partire.
Abbiamo
l’equipaggiamento ma è così noioso indossarlo…
Da Vigone
abbiamo preso la direzione Torino/Carmagnola, poi dopo il bivio di Pancalieri
abbiamo girato a destra in direzione di Virle.
Bella
strada di campagna in mezzo al fiero granoturco, poi verso Carignano, bel paese
vivace con belle chiese.
Percorriamo
il lungo rettilineo che porta in centro al paese, ci fermiamo a fare spesa e
poi al semaforo svoltiamo a sinistra e poi a destra verso Vinadio, indi Brassi.
Queste
sono informazioni che perlopiù raccogliamo per strada dai locali.
E’ una
buona strada ciclabile, poi da La
Loggia a Torino la strada è trafficata.
Arriviamo
a Torino e ci incontriamo con Giovanni,che sapeva del nostro passaggio e che
gentilmente ci aveva invitato da lui.
Felici
dell’incontro, lo seguiamo per delle strade cittadine, passando attraverso un
parco ecc. Trascorriamo una piacevole serata tra amici, con Giovanni ed Anna,
la nonna Ada e il gatto Botolo.
La cena
preparata da Anna è squisita e curata nei particolari.
Anche
Giovanni è un appassionato ciclista e cosi ci capiamo.
Martedì
2 settembre 2008 partenza ore 8.45 /terza tappa
Torino/Crescentino
Km 54.77
Oggi
abbiamo il battesimo della pioggia, già prima o poi ci toccava… Attraversiamo
Torino sotto un bell’ acquazzone e cosi indossiamo le mantelline arancioni che
non volevamo inaugurare!
Giovanni
ci ha accompagnato sulla pista ciclabile cittadina lungo il Po e attraverso lo
splendido parco Valentino.
Sono 10 km di pista
ciclabile molto bella, peccato per la pioggia che ha disturbato un pò la
percezione dell’ambiente circostante.
Alle porte
di San Mauro salutiamo Giovanni e proseguiamo lungo la ciclabile che continua a
scorrere affianco al Po, fino quasi a Gassino.
Pranziamo
con la frutta acquistata a San Mauro, uva,pesche e banane ci dissetano e ci
sfamano dandoci una energia che non appesantisce la pedalata.
Si trova
anche il tempo per schiacciare un pisolino su una panchina ben ombreggiata.
Riprendiamo
la marcia ora lungo la strada 590, poco entusiasmante e trafficata.
Dopo
Carmagnola facciamo il ponte sul Po e ci incontriamo con Elena e Alberto, che
ci sono venuti incontro in bicicletta per accompagnarci da loro a Crescentino…
Utile
avere un “Pò” di conoscenze lungo il Po… Anche qui la sera graziosa cenetta e
una bella chiacchierata di bici e di vita che scorre.
Mercoledi
3 settembre 2008 partenza ore 8.45 /quarta tappa
Crescentino/Valenza
Po Km 67.55
Elena e
Alberto ci accompagnano in bici per un tratto di strada piacevole dal punto di
vista ciclistico. Il clima è ideale, nuvoloso ma non piove.
Arriviamo
fino San Silvestro e qui ci congediamo
dalla piacevole compagnia.
Proseguiamo
per la trafficata 31 bis fino nei pressi di Fontanetto Po dove ci accorgiamo
che, sulla nostra destra, c è una strada d’argine, la strada d’argine sinistra
del Po.
Felici di
non stare più nel traffico la percorriamo fino alla centrale nucleare di Trino,
dove dobbiamo tornare sulla trafficata 31 bis.
Ritroviamo
l’argine più avanti e lo percorriamo fino a Casale Monferrato.
Facciamo
una sosta in un grazioso paese, Morano Po, dove acquistiamo il pranzo da
consumare più avanti.
Superiamo
agevolmente Casale Monferrato, dopo di che troviamo ancora una strada d’argine
destra del Po. La percorriamo fino nei pressi di Frassineto Po, dove però ci
andiamo a perdere nelle ampie golene.
La strada
d’argine finisce miseramente nel nulla o forse noi abbiamo commesso qualche
errore.
Torniamo
cosi sui nostri passi e riusciamo a raggiungere Frassineto.
Facciamo
una pausa, siamo stanchi per aver pedalato nei terreni golenali dove si faceva
fatica anche a mantenere l’equilibrio per via della sabbia, quindi riprendiamo
verso Valmacca ma ci ritroviamo a Ticineto, ancora un errore… decidiamo così di
percorrere la trafficata ma più veloce strada statale verso Valenza Po dove
contiamo di trovare un alloggio; infatti, prima di Valenza ci fermiamo in un
inaspettato B&B, Cascina Nuova, al km 74.5 della ss 494 Valenza,
Tel.0131954120. www.cascinanuova.com
Una bella
stanza accogliente e fresca con letto a baldacchino ci riposa per questa notte.
Giovedi
4 settembre 2008 partenza ore 8.45 /quinta tappa
Valenza
Po/ Sannazzaro dè Burgondi Km 35.91 Slide
Foto Lombardia
Riprendiamo
la strada verso la Lombardia e passiamo il Po sul ponte di Valenza.
Giriamo
verso Frascarolo e possiamo così percorrere una strada piccola e priva di
traffico.
Passiamo
da Suardi, un po’ di vento ci ostacola la marcia.
Arriviamo
a Pieve del Cairo, proseguiamo per Cascine Nuove e ci fermiamo a Mezzana Bigli
per acquistare il pranzo.
Nel
locale negozio di alimentari sono molto gentili, così pure l’edicolante che
spontaneamente di indica dove prendere la strada d’argine.
Prima di
imboccare questa strada ci fermiamo all’ombra affianco ad un campo di
granoturco per rifocillarci.
Riusciamo
anche a riposare un po’. Dopo poco si
avvicina una donna, forse argentina dall’accento, che incuriosita ci chiede
dove siamo diretti e si ferma quindi a fare due chiacchere, e ci ci invita a
pranzare a casa sua, gentile ma avevamo già provveduto.
Dopo il
cimitero svoltiamo a destra per frazione Terzo e troviamo la strada d’argine
che percorriamo fino al ponte di ferro. Qui svoltiamo a sinistra per
raggiungere Sannazzaro dè Burgondi dove sappiamo esserci degli alberghi.
L’albergo
Italia è chiuso, troviamo una camera all’albergo Garibaldi di Via Cavour 23
Tel.0382995251. per 50 euro senza colazione. Mentre riposiamo arriva una
telefonata dall’ufficio, Livio….ciao dove sei? Io in bici e tu? Sei in ufficio?
Si? Allora fermati un attimo e dai un occhiata in internet se ci trovi un
albergo per domani…Livio disponibilissimo lo fa e ci trova un albergo “giusto”
a Castel San Giovanni. Ah, se non ci fossero certi colleghi che ti prendono
alla “Lettera” Grazie. Ciao Livio, sei il migliore maratoneta ma in bici si fa
meno fatica…!
Venerdi
5 settembre 2008 partenza ore 8.15 /sesta tappa
Sannazzaro
de Burgondi/ Castel San Giovanni Km
59.38
Stamattina
è un po’ nuvoloso, partiamo di buona lena in direzione di Pavia.
Facciamo
la strada a scorrimento veloce per recuperare tempo perché forse siamo in
ritardo sulla tabella di marcia.
Ci
fermiamo a fare colazione in un bar a Pieve Albignano.La barista è simpatica e
ci chiede che viaggio stiamo facendo…”piacerebbe anche a me” si lascia
scappare!
Passiamo
per Zinasco, troviamo una pista ciclabile lunga circa 1 km che
costeggia la strada, arriviamo a Pavia e seguendo le indicazioni di un ciclista
locale; svoltiamo a destra per San Pietro e ci troviamo direttamente al
cospetto del bellissimo ponte coperto sul Ticino.
E’ una
bella vista ed è piacevole percorrerlo.
Dopo il
ponte svoltiamo a destra verso Belgioioso sulla SS 234. Appena superata Pavia
ci fermiamo ad un banco di frutta e verdura per acquistare il solito pranzo a
base di frutta di stagione.
Il
gestore è simpatico e ci racconta che si fermano anche altri pellegrini a piedi
o in bici che percorrono la Via Franchigena.
Riprendiamo
con lena sfiorati dai Tir fino a Santa Cristina, qui svoltiamo a destra per la
412 verso la Val Tidone e la nostra meta di oggi, Castel San Giovanni.
Ci
fermiamo all’ombra di un bosco per il pranzo, fa molto caldo e la frutta aiuta
a rinfrescarci e a riprendere energia.
Dopo un
breve riposo riprendiamo la marcia e arriviamo Castel San Giovanni all’albergo
Leon D’oro in via Nino Bixio 35,Tel.0523849461, è un albergo in ordine, pulito
e i gestori simpatici e disponibili.
Ci
aiutano anche a cercare via web un albergo per domani e ci danno consigli su
ristoranti del luogo con specialità locali; anche loro cucinano ma ci dicono
che modestamente fanno menù fissi a prezzi contenuti….
Decideremo,
intanto facciamo un giro in paese e non resistiamo ad un bel panino con la mitica
pancetta piacentina.
La sera
poi decidiamo di rimanere in albergo per la cena per niente male a soli 12 euro
con vino locale.
La stanza
è carina, è ideale e apprezziamo la pulita semplicità.
Sabato
6 settembre 2008 partenza ore 8.00 /settima tappa Slide Foto Emilia Romagna
Castel
San Giovanni/ San Pietro in Cerro Km 58.64
Lasciamo
Castel San Giovanni e imbocchiamo subito la strada n.10 verso Piacenza.
Tralasciamo
le anse del fiume perché vogliamo accelerare il percorso.
Arriviamo
a Piacenza, facciamo oltre 1 km e poi chiediamo
la strada per Mortizza e ci indicano la direzione per l’argine del Po.
Ci
ritroviamo per una circonvallazione che corre lungo la mura della città che
abbiamo alla nostra destra.
Proviamo
ad entrarvi per un breve tratto, poi riusciamo verso sinistra e imbocchiamo un
sottopasso con pista ciclabile che ci porta sull’argine maestro.
Arriviamo
a Mortizza passando per Bosco dei Santi.
A Mortizza
scendiamo in paese e ci fermiamo alla cooperativa per prendere un caffè.
Facciamo
una sosta ai tavolini e un gruppo di ragazzini ci circonda curioso delle nostre
bici e colori, facendoci qualche domanda alla quale rispondiamo volentieri,
anche altre persone si intrattengono a parlare con noi.
Arriva
una telefonata di Maurizio, un amico che abita non lontano, ci diamo
appuntamento a Roncaglia dove poco dopo ci incontriamo.
Lui è
venuto in macchina portando cose buone per il pranzo e la sua bici per fare un
tratto di strada con noi.
Ci diamo
appuntamento a Roncarolo e lui ci precede, invece noi riprendiamo l’argine
maestro che in questo tratto si snoda in un paesaggio selvaggio e maestoso.
A
Roncarolo, appena scesi dall’argine, tra la chiesa e il campo sportivo ci
sorprende un gazebo in legno con tavolo e panchine ben ombreggiato e una
fontanella…nemmeno lo avessimo organizzato! Apparecchiamo la tavola. Maurizio
ha portato dell’ottimo salame cremonese, pane croccante, acqua in abbondanza,
vino fresco e crostata della mamma.
Che
pranzo ragazzi! Trascorriamo almeno un paio d’ore a chiaccherare e a
rifocillarci.
Che sosta
piacevole! Maurizio è stato molto gentile e disponibile e ci ha fatto molto
piacere. Riprendiamo ora la marcia in tre sempre sull’argine passando da Zerbio
e arriviamo a Caorso.
Bello il
castello al quale diamo un occhiata dal cortile e suggestiva l’architettura del
cinema Fox, arrivato fin qui direttamente dal passato ; pittoresca invece la
casa di riposo con vistosi motivi religiosi sulla facciata.
Fa molto
caldo e tira vento contrario.
Passiamo
per Polignano e arriviamo finalmente all’agriturismo “La valle”, poco prima di
San Pietro in Cerro; è una azienda agricola con prevalenza di allevamento
maiali e nei fine settimana accolgono i turisti.
Si cena
con prodotti tipici dell’azienda e tipici del luogo. 55 Euro la camera doppia,
tel 0523839162.
Domenica
7 settembre 2008 partenza ore 8.00
/ottava tappa
San
Pietro in Cerro/ Mezzano inferiore Km 67.91
Mattina
fresca e nuvolosa. Andiamo verso Villanova sull’Arda e ci fermiamo in un bar
per la colazione.
Qui un
signore ci indica che avremmo potuto
prendere poco distante la strada d’argine, infatti così facciamo.
La strada
è asfaltata e gradevolissima da percorrere.
Passiamo
da Polesine Parmense, Zibello, Pieve Ottoville, Ragazzola.
La strada
si snoda attraverso la campagna che si ripete nelle sua uguale diversità.
Ogni
tanto uno spruzzo di pioggia ci fa “scappare” per evitarla ma non piove mai molto
e non occorrono nemmeno protezioni.
A
Ragazzola o da quelle parti abbiamo perso la strada d’argine, ma non è molto
importante, le strade locali sono poco trafficate ed è piacevole percorrerle.
Proseguiamo
per Gramignazza, Torricella e Coltaro.
Qui
troviamo vicino all’argine un rifugio per la pioggia che intanto si era
intensificata.
Approfittiamo
della pausa per consumare il pranzo a base di frutta.
Vicino
alla chiavica che ci ripara c è un ristorante bar e un bello slargo con delle
panchine, dalle quali si può ammirare il Po in tutta la sua grandezza e
bellezza.
Gradiamo
la pausa anche se un po’ disturbata dalla pioggia.
Nel
tratto tra Coltaro e Colorno ci fermiamo in un Agriturismo per vedere se hanno
una stanza.
Era uno
di quegli “Agriturismi” troppo di lusso che a nostro avviso travisano quello
che è lo spirito dell’alloggiare in un agriturismo. Molto falso e caro!
Proseguiamo
per Colorno, qui seguiamo una indicazione di un hotel che ci fa fare dei giri
viziosi. Infine lo troviamo ma si rivela carissimo…Incredibile.
Ce ne
andiamo pensando che nulla accade per caso e che ci sarà pure un motivo perché
succeda così. Andiamo avanti, avremo più fortuna?
Passiamo
Mezzano Superiore e comincia a scarseggiare l’acqua da bere.
Ci
guardiamo intorno per cogliere qualche abitante in giardino che ci possa
gentilmente rifornire, ma sembra tutto deserto, nessuno in vista.
Finalmente
a Mezzano Inferiore vediamo una fontanella ma si rivela guasta!
Dei
cartelli indicano a sinistra verso l’argine un posto di nome “Laghi Paradiso”,
immaginando un laghetto di pescatori ci andiamo sperando di trovare almeno un
bar.
In questo
tratto di strada (pieno di gatti) scorgiamo un uomo in un cortile, ci fermiamo
e chiediamo dell’acqua.
Lui ci
invita ad entrare e ci offre spontaneamente delle bibite! Che gentile e che
sollievo!
Ci
dissetiamo e riempiamo le borracce.
L’uomo,
si chiama Luigi, ci invita a sederci per bere e riposarci. Lo facciamo
volentieri.
Ci chiede
del nostro viaggio e ci parla un po’ di lui, oggi hanno il battesimo della loro
bambina e stanno allestendo una festicciola all’aperto, ciononostante ci
invitano a rimanere anche per la notte!
Accettiamo
volentieri pensando che la cosa rientra nello spirito del viaggio. Ci offrono
una stanza che è molto in disordine ma è stimolante, una esperienza da vivere
carpe diem.

Lunedi
8 settembre 2008 partenza ore 8.00 /nona tappa
Mezzano
Inferiore/ Cavezzo-Disvetro Km 81.55
Ripartiamo
da questa casa ospitale lasciando un messaggio di ringraziamento scritto sul
tavolo.
La
giornata è bella, secca e fresca.
Prendiamo
l’argine in direzione di Brescello dove ci fermiamo a fare colazione.
Scattiamo
qualche foto ricordo con Don Camillo.
Ci
dirigiamo verso Boretto per la strada bassa perché quella d’argine è
trafficata.
Seguiamo
alla lettera il percorso descritto da un pieghevole che ci hanno inviato a
casa da www.appenninoverde.org
La mappa e
la spiegazione del percorso sono abbastanza fedeli e utili.
Arriviamo
a Gualtieri respirando l’aria del pittore Antonio Ligabue, molto presente nelle
rappresentazioni locali.
Passiamo
Guastalla e ci inoltriamo nella campagna Reggio/Modenese.
Prendiamo
la Via Veniera che ci porta nei territori della grande “Fiuma” arrivando
finalmente a Rolo. Da qui proseguiamo per Resega.
Fa caldo
ed è difficile trovare acqua.
In
direzione di Concordia vediamo una donna in una vecchia casa all’incrocio con
la via S. Stefano e le chiediamo dell’acqua.
Siamo
disidratati e non ci sono persone in giro.
La
signora ci accoglie nel cortile di quella che era in passato una scuola
elementare, ci fa accomodare e ci disseta.
Si
uniscono suo marito e un vicino. Chiacchieriamo volentieri con la Sig.a
Adriana, sono persone anziane e capiamo che fa loro piacere vedere qualcuno e
scambiare qualche parola.
Ci
sentiamo bene con queste persone così semplici ma vere e spontanee.
Ma quante
cose succedono chiedendo un bicchiere d’acqua!!!
Ne
abbiamo avuto anche uno di vino…
Approfittiamo
della gentilezza e chiediamo di poter consultare le guide telefoniche e così
con qualche telefonata troviamo un alloggio in un B&B a Cavezzo a villa
Pacchioni.
Nel
cortile ci sono un cagnolino molto simpatico (Ciupin) e un gattino (Pierino)
che non manchiamo di apprezzare.
Ci
congediamo da queste simpatiche persone e, ormai a fatica visti i km fatti e le
molte strade bianche, riprendiamo verso S.Possidonio quindi arriviamo alla meta
di oggi.
Ci
accoglie molto calorosamente Monica, che gestisce il B&B che ci ospita, ci
fa accomodare e ci offre bibite caffè e torta appena fatta.
Prendiamo
una stanza per 60 Euro. www.villapacchioni.it Via Ronchi,39
Cavezzo tel.0535 58347.
Siamo
contenti, la casa di campagna ha una cura particolare per i dettagli, è un
posto interessante, meriterebbe di fermarsi più a lungo.
La sera
Monica si offre di accompagnarci in auto in paese alla festa della tagliatella…wow!
Grazie, apprezziamo e le stiamo già trasformando in energia…
Martedi
9 settembre 2008 partenza ore 8.30 /decima tappa
Cavezzo-Disvetro/Bondeno
Km 58.35
Bella
giornata fresca.
Dopo una
ricchissima colazione, ci separiamo a fatica da Monica, dalla sua casa e i suoi
cani, Bianca e Scott.
Che bella
persona, chissà se torneremo a trovarla.
Dapprima
andiamo verso Medolla, percorriamo la trafficata strada 468 fino a San Felice
sul Panaro.
Quì
troviamo una stupenda pista ciclabile che ci porta in mezzo alle campagne in
una corsia di granoturco fino a Finale Emilia.
Il
percorso è tranquillo e molto ombreggiato con alcune panchine ogni tanto.
A Finale
facciamo spesa alla Coop e prendiamo la strada d’argine sinistro del Panaro.
E’ un
lungo e assolato rettilineo.
Fa molto
caldo e siamo ancora in riserva d’acqua e disidratati. Arriviamo a Santa
Bianca, attraversiamo il ponte di legno per entrare in paese.
Quasi
davanti alla chiesa troviamo delle panchine ombreggiate dove possiamo fermarci
a mangiare la frutta e riposare.
Facciamo
una piccola esplorazione circostante e troviamo un capannone di una festa di
paese in smobilitazione e così ne approfittiamo, ci sediamo comodamente ai
tavoli deserti, pranziamo, abbiamo ombra e acqua a volontà.
Dopo
esserci ben riposati e rifocillati riprendiamo la strada d’argine con più
forza.
Arriviamo
a Bondeno e cominciamo la ricerca di un posto per la notte.
In paese
troviamo una pattuglia di vigili e chiediamo se non avessero qualche idea in
merito, dopo qualche spiegazione si offrono gentilmente di guidarci mostrandoci
la strada verso un paio di locande con camere.
Li
ringraziamo e salutiamo, quindi noi individuiamo una locanda vicino al canale napoleonico, è
una pizzeria con camere,
Al
Diavolo il suo nome, una camera doppia per 44 Euro.
Non è
male, un posto semplice e pulito. Via Virgiliana,126 Bondeno Tel.0532893610
La sera una magnifica pizza ci mette in pace
lo stomaco e la mattina dopo una colazione consumata in veranda ci prepara alla
nuova giornata.
Mercoledi
10 settembre 2008 partenza ore 8.20 /undicesima tappa
Bondeno/Serravalle
Km 69.73
Bella
giornata.
Dall’albergo
in circa 4 km ci troviamo
all’argine del Po verso San Biagio.
Qui
troviamo un ciclista locale, Bruno, che ci accompagna per alcuni km.
Ora la
strada è bellissima, si snoda tutta lungo l’argine e si chiama “Destra Po”.
Bruno ci
saluta, scende per andarsi a mangiare un panino col salame…lo capiamo e noi
proseguiamo verso il mare, dove si andrà a riposare il nostro grande fiume.
Ora
l’asfalto lascia il posto ad un brecciolino sottile.
Il Po è
largo e imponente, scorre lento che ci sembra fermo.
Arriviamo
a Pontelagoscuro e a causa di lavori dobbiamo lasciare l’argine.
Comincia
a fare caldo, arriviamo in un punto attrezzato vicino al fiume, ci sono
tavolini, bar, ombra e una fontanella,
fantastico, è tutto quello che ci serve.
E’ una
riproduzione del “Mulino
del Po” reso famoso da un vecchio sceneggiato televisivo di Riccardo
Bacchelli.
Dopo
esserci rifocillati riprendiamo la marcia proseguendo in uno scenario magnifico
senza nessun disturbo se non il fruscio delle ruote e il rullare delle gomme
sull’asfalto. Il Po scorre lento e alcuni gabbiani si fanno trasportare da dei
detriti galleggianti…
Alcuni
tratti di golena sono allagati e molti uccelli trovano interessante
stazionarvi.
Siamo
quasi alla meta di oggi.
A Cologna
ci sono delle case nelle golene…Se un tempo qui la gente non se la passava bene
immaginarsi questi che abitavano nelle golene con il rischi di trovarsi il Po
in casa.
Passiamo
Berra e arriviamo a Serravalle dove abbiamo fissato una camera.
Al bar La Piazza, la Sig.ra Annelora ci
fa una bella e calorosa accoglienza e ci accompagna all’appartamento che ci ha
riservato per 56 Euro. www.lapiazzatour.it P.zza Mazzini,31 Tel 0532834025 Serravalle.
Ci
accompagna festante anche il suo cagnolino Cico con il quale facciamo amicizia
dopo le dovute presentazioni.
Alla sera
il bar La Piazza ci offre una ottima cucina casalinga di pasta fatta in casa
dalla stessa Annelora.
I suoi
figli Stefano e Marco affittano anche le biciclette, fanno riparazioni e
eventuale recupero in caso di bisogno.
Simpatici,
speriamo di non averne bisogno!
Giovedi
11 settembre 2008 partenza ore 8.20 /dodicesima e ultima tappa
Serravalle/Pila-Boccasette
Km 61.62 Slide Foto Veneto/Polesine
Ultima tappa.
Anche
oggi il tempo è bello, partiamo.
Diamo un
ultimo sguardo alla piazza di Serravalle, ampia e particolare con la chiesa a
sinistra e il campanile a destra, dalla parte opposta della strada.
Riprendiamo
l’argine sempre bello, ma dopo circa un chilometro
lo dobbiamo abbandonare per lavori in corso.
Le strade
provinciali sono comunque poco trafficate e piacevoli da percorrere.
Arriviamo
così ad Ariano Ferrarese dove abbiamo deciso di passare sulla sponda veneta.
Un ponte
moderno ci collega ad Ariano Polesine, qui ci hanno detto che alcuni giorni
orsono gli abitanti delle due Ariano hanno fatto una tavolata sul ponte che
unisce le due località dallo stesso nome in segno di amicizia! Bella
iniziativa.
Proseguiamo
ora sull’argine “sinistra Po”, altrettanto bello del lato emiliano anche se
aperto al traffico privato che comunque è scarso.
Passiamo
San Basilio, Rivà e sulla nostra destra si staglia geometrico il castello di
Mesola sul versante ferrarese.
Passiamo
sotto la Romea e proseguiamo sull’argine che lasciamo all’altezza di Cà
Vendramin, piccolo borgo che precede Porto Tolle.
Ci
inerpichiamo sul ponte del Po di Goro che ci sembra il Mortirolo…
Sappiamo
di essere quasi alla meta e il corpo pregusta già il meritato riposo.
Ci
fermiamo a Cà Tiepolo per acquistare il pranzo e quindi attraversiamo l’abitato
di Porto Tolle.
Un altro
ponte ci aspetta, il ponte del Po di Venezia.
A metà
del ponte, percorrendo il lato ciclabile,ci sono delle scalette che scendono
direttamente sulla strada d’argine che conduce a Pila.
Le bici
pesano ma con cautela riusciamo a scendere le scalette che ci risparmiano un
lungo giro di alcuni chilometri.
Una volta
scesi sulla strada d’argine, ci incontriamo con Luca e Simone, amici di amici
con i quali facciamo conoscenza sul campo.
Erano
stati informati del nostro passaggio ed erano venuti a salutarci.
Luca
gentilmente ci aveva procurato un alloggio a Boccasette dai Signori Farabottin
che hanno delle camere per turisti in Via kennedy 28 per 40 euro la doppia tel.042685042.
Dopo i
saluti riprendiamo a rollare verso la meta.
Il sole
ci martella, siamo stanchi.
Arriviamo
a Pila. Ecco, qui il Po finisce, non muore, si sposa con il mare e qui termina
anche il nostro viaggio.
Facciamo
alcune foto all’indecifrabile punto dove il Po si getta nel mare e a noi
stessi, soddisfatti di aver portato a termine questa avventura.
Ritorniamo
sui nostri passi e arriviamo a Boccasette.
Siamo in
anticipo su previsto e così abbiamo due giorni per fare la vita del turista al
mare.
Chilometri
complessivi 730 circa.
Post Scriptum
Il
viaggio del Po sembra finito, per
semplificare le cose abbiamo seguito lo
sbocco al mare solo del Po di Venezia, in realtà il grande fiume si divide
nel delta in diversi rami che vanno a formare queste terre d’acque che è
appunto il delta.
Una terra
molto particolare, molto dura in passato, una terra in perenne movimento che si
espande e restringe, sempre in lotta col mare dove si protrae.
Il Po
continua a scorrere portando sabbia e materiale che costruiscono i territori di
questa zona, disegnando dei paesaggi di terre e acque affascinanti per la loro
particolare natura.
Una terra
da valorizzare perché possa essere fruita da un turismo consapevole della
bellezza del paesaggio, adatta ad escursioni in bicicletta, in canoa, a cavallo
per i più attivi ma anche per un turismo tranquillo fatto di bagni, sole in
riva al mare dove per esempio la spiaggia di Boccasette,
particolarmente interessante, offre questo tipo di tranquillità,l’emozione di
gustare un fritto misto, un bicchiere di vino sotto un tetto di cannette
palustri che ci riporta ad altri tempi passati ma qui ancora al presente..
In quanto
al viaggio, non abbiamo avuto particolari difficoltà o disagi, il tempo ci è
stato amico e non ci sono stati
dislivelli da superare a parte qualche piccola salita in Piemonte e gli
innumerevoli cavalcavia e sottopassi. Questo ci ha permesso di non dovere
troppo selezionare le cose che ci abbiamo portato con noi e quindi un po’ di
superfluo ci ha accompagnato ma ci ha anche rassicurato nel caso ce ne fosse
stato il bisogno.
La parte
più difficile in realtà è proprio questa, quella di riportare le fasi del
viaggio, raccontare e prendere nota, cosa che facciamo comunque con piacere
perché permette a noi e a chi vorrà leggere di rivivere le fasi dell’avventura
vissuta.
Le uniche
“difficoltà” sono state la scarsa
disponibilità di approvvigionamento acqua e il pensiero di dover trovare un
alloggio prima di essere troppo stanchi, questo a volte è stato un problema ma
che comunque è stato risolto volta per volta.
Non
abbiamo voluto pianificare questo aspetto da casa per mezzo di internet perché
internet non riflette completamente le realtà dei posti e quindi abbiamo
preferito la verifica sul luogo anche chiedendo ai locali .
Gli
alloggi citati sono frutto quindi della casualità e i nostri commenti a
riguardo sono del tutto personali e soggetti a valutazioni soggettiva, quindi
non vincolanti per chi volesse
ripercorrerli; abbiamo ritenuto potesse avere qualche utilità tuttavia inserire
questi indirizzi per la comodità di chi li volesse comunque utilizzare.
Speriamo
che anche questo nostro lavoro, unitamente a quello di altri che ci hanno
preceduto, possa servire a realizzare una ideale “ciclopista del Po” che possa
essere in equivocamente individuata e percorsa più agevolmente da sempre più
cicloturisti, come accade per altre vie d’acqua in Europa. Per ora ci è
sembrato, a parte i ciclisti locali e di giornata, che il traffico di ciclo
viaggiatori sia molto scarso ( solo due coppie di ciclo stranieri incontrate).
Infine
una sorpresa…Qualcuno ha “parlato” e veniamo contattati da un giornalista
locale, Mirko Avanzo della testata giornalistica “La Voce di Rovigo” che ci chiede
di poter raccontare qualcosa della nostra avventura lungo il Po. Assecondiamo
volentieri e ci intratteniamo con lui
nel nostro ultimo alloggio di Boccasette a parlare di noi e del Po. Pochi
giorni dopo esce un articolo sul suo giornale che
riportiamo qui.
“Barchessa”
e “Ravagnan”
